Questo sito utilizza i cookies per consentirti la migliore navigazione. Il sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookies.
Se si continua a navigare sul presente sito, si accetta il nostro utilizzo dei cookies. Clicca qui per visualizzare l’informativa allegata.

Accetta
... è non violenza
Mostra
Gli ultimi della Grande Guerra. Prigionieri serbi e russi sul fronte alpino Museo Storico Italiano della Guerra
26 giugno - 19 settembre

Inaugurazione venerdì 25 giugno 2021 ore 18.00
(su prenotazione scrivendo a didattica@museodellaguerra.it)


La mostra fotografica organizzata dal Museo della Guerra offre uno sguardo su una vicenda poco conosciuta e poco rappresentata: quella dei prigionieri di guerra serbi e russi impiegati dall’esercito austro-ungarico sul fronte alpino come manodopera coatta nel corso della Prima guerra mondiale.


 La mostra fotografica è uno dei tasselli conclusivi del progetto “Gli ultimi della Grande Guerra: memoria in rete”, sostenuto dalla Fondazione Caritro, e promosso dal Museo Storico Italiano della Guerra in collaborazione con Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e in partenariato con l’Associazione Culturale Forte delle Benne, la Fondazione Edmund Mach e l’Associazione Centro Astalli Trento Onlus.


Nel corso della Prima guerra mondiale migliaia di prigionieri serbi e russi vennero impiegati, nelle condizioni più estreme, nella costruzione di forti, trincee e infrastrutture, come le linee ferroviarie della val di Fiemme e della val Gardena, la strada della val Badia e tratti della strada della Valsugana.


La memoria pubblica ha concesso poco spazio alla loro vicenda e anche negli archivi fotografici le fonti che testimoniano il loro lavoro sono in numero modesto, sicuramente non proporzionale alla loro presenza effettiva.


Le immagini, provenienti da archivi pubblici e privati, ce li mostrano al lavoro, impegnati in faticosi traini o nel trasporto di materiali verso le postazioni di alta quota, coinvolti nei lavori agricoli nei campi, talvolta colti in momenti di riposo presso i baraccamenti o mentre consumano il rancio. Spesso li vediamo immersi in ambienti innevati, con abiti e mezzi inadeguati: i loro volti affaticati testimoniano la fame e la fatica di cui troviamo traccia anche in alcune memorie di donne e civili che assistono e talvolta cercano di porre parziale rimedio alle misere condizioni in cui furono costretti a vivere.


In genere i prigionieri sono rappresentati in gruppi, solo raramente sono fotografati insieme a soldati austro-ungarici o a civili. Le fotografie non riportano mai elementi che ci permettano di identificarli o di conoscere qualche dettaglio ulteriore sulla loro vicenda.


La mostra fotografica è affiancata da altre iniziative previste nell’ambito del progetto: una ricerca e una “mappa interattiva” indicante la presenza e i luoghi di impiego dei prigionieri in Trentino curate da Marco Abram; la mostra “Dietro il fronte. Il lavoro dei prigionieri serbi e russi e la militarizzazione del territorio trentino” allestita a Forte delle Benne (Levico) nell’ambito del progetto Connessioni montane Viaggio dalla guerra al turismo per l’Anno tematico dei Musei dell’Euregio e una serie di incontri e di attività con le scuole del territorio.


 


Museo Storico Italiano della Guerra o.n.l.u.s. | via Castelbarco, 7 | 38068 Rovereto | T 0464 438100


 info@museodellaguerra.it